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GIUSEPPE CONTE ATTACCA GIORGIA MELONI, MA FIORELLO LO RIDICOLIZZA DAVANTI A TUTTI

GIUSEPPE CONTE ATTACCA GIORGIA MELONI, MA FIORELLO LO RIDICOLIZZA DAVANTI A TUTTI

admin
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Giuseppe Conte attacca Giorgia Meloni con toni duri, accusandola di aver tradito le promesse elettorali e di guidare un esecutivo che penalizza i più deboli, ma è Rosario Fiorello a rubare la scena e a trasformare la polemica in un boomerang per l’ex premier.

La frecciata del leader del Movimento 5 Stelle, rilasciata in un’intervista a La7 durante “DiMartedì”, ha fatto immediatamente il giro del web e dei talk show, ma è stato lo showman siciliano, nella sua irriverente trasmissione mattutina su Rai Radio 2 “La Pennicanza”, a ridicolizzarlo con una battuta devastante che ha lasciato Conte – secondo molti osservatori – pallido e senza parole.

Tutto è partito da Conte, che non ha usato mezze misure. “Questo governo Meloni è il peggiore della storia repubblicana recente: aumenta le tasse ai ceti medi, regala condoni ai grandi evasori, lascia sole le famiglie con i figli disabili e scarica sui cittadini il costo della transizione ecologica senza un euro di aiuto concreto. Giorgia Meloni parla tanto di patria e famiglia, ma poi tradisce proprio quei valori che dice di difendere”.

Le parole, pronunciate con il consueto aplomb da avvocato del popolo, erano dirette a colpire al cuore l’immagine della premier, dipingendola come lontana dalle esigenze reali degli italiani. Conte ha insistito sul tema del caro-vita, sul taglio del cuneo fiscale che secondo lui favorisce solo le imprese e non i lavoratori, e ha rilanciato la proposta grillina di un reddito di cittadinanza rafforzato, accusando la maggioranza di averlo smantellato per motivi ideologici.

La reazione del centrodestra non si è fatta attendere. Fratelli d’Italia ha parlato di “ennesimo attacco pretestuoso di chi ha governato con i peggiori risultati economici degli ultimi vent’anni”, mentre fonti di Palazzo Chigi hanno definito le accuse “vecchie e superate”, ricordando i dati sull’occupazione e la crescita del Pil registrati negli ultimi mesi. Ma il vero terremoto è arrivato da un angolo inaspettato: lo studio radiofonico di Fiorello.

Rosario Fiorello, che da anni alterna satira politica a imitazioni irresistibili senza risparmiare nessuno – né destra né sinistra –, ha preso spunto dalle parole di Conte per lanciare una delle sue bordate più taglienti. Durante la rassegna stampa mattutina, mentre commentava i titoli dei giornali, ha improvvisato un siparietto che ha fatto impazzire i social.

“Conte attacca Meloni, dice che è il governo peggiore della storia… ma scusate, Giuseppe, tu quando eri presidente del Consiglio non eri quello che firmava decreti a raffica senza sapere bene cosa c’era scritto dentro? Quello del MES mai firmato, del reddito di cittadinanza che è finito a chi non ne aveva bisogno, e poi la mascherina da sub sotto il naso? Dai, Giuseppe, non fare il moralista adesso… sembri Voldemort che accusa Harry Potter di essere cattivo perché non gli dà la pietra filosofale!”.

La battuta su Voldemort, ripresa dal personaggio di Harry Potter, ha fatto crollare lo studio dalle risate. Fiorello ha proseguito imitando la voce di Conte, con quel tono pacato ma accusatorio: “Giorgia è cattiva, Giorgia non aiuta i poveri… ma io, che ho fatto il governo con Salvini e con i renziani, ero il campione della giustizia sociale? Ma per favore!”. Ha concluso con un affondo finale: “Conte, torna a fare l’avvocato, che lì almeno vinci qualche causa… in politica stai diventando il personaggio che tutti citano per sbaglio!”.

Il video del momento, diffuso immediatamente su YouTube, TikTok e Instagram, ha superato in poche ore milioni di visualizzazioni. Gli hashtag #FiorelloVsConte e #VoldemortConte hanno dominato le tendenze italiane, con meme che ritraevano l’ex premier con la faccia di Voldemort e la bacchetta spezzata. Molti utenti hanno commentato: “Fiorello dice quello che pensiamo tutti”, mentre altri, più vicini al M5S, hanno accusato lo showman di essere “allineato al potere”.

La cosa curiosa è che Fiorello non ha risparmiato nemmeno Meloni in passato. Anzi, ha spesso ironizzato sulle sue dichiarazioni, sulle gaffe, sulla gestualità. Eppure stavolta la sua satira ha colpito dritto al cuore dell’opposizione, trasformando l’attacco di Conte in un’occasione per riderci sopra. E non è la prima volta: già nell’autunno del 2025 Fiorello aveva preso in giro le elezioni interne al M5S, definendo Conte “l’unico candidato, insieme a Voldemort, Gandalf e Legolas”.

Sembra che il leader grillino sia diventato uno dei bersagli preferiti dello showman, forse proprio perché il suo stile sobrio e professorale si presta perfettamente alle imitazioni.

Conte, dal canto suo, non ha replicato direttamente alla battuta. Fonti vicine al Movimento fanno sapere che l’ex premier “non commenta le gag radiofoniche”, ma che considera “strumentale” l’attenzione mediatica data a Fiorello invece che ai contenuti delle sue critiche. Eppure l’immagine di un Conte “pallido e senza parole”, come titolano molti siti di gossip e politica, si è diffusa a macchia d’olio. Sui social i sostenitori della premier esultano: “Finalmente qualcuno lo mette al suo posto senza filtri”, mentre i grillini difendono il loro leader: “Fiorello fa il comico, Conte fa politica seria”.

Il siparietto evidenzia una volta di più il potere della satira in Italia. In un Paese dove la politica è spesso spettacolo, un comico come Fiorello può spostare l’ago della bilancia dell’opinione pubblica più di un editoriale o di un’intervista fiume. La sua trasmissione mattutina su Radio 2, seguita da un pubblico trasversale, è diventata un termometro dell’umore nazionale: quando Fiorello ride di qualcuno, quel qualcuno perde immediatamente credibilità agli occhi di milioni di ascoltatori.

Intanto Giorgia Meloni, al centro involontario della vicenda, ha scelto il silenzio. Chi la conosce dice che apprezza l’ironia di Fiorello, con cui ha avuto in passato scambi telefonici divertenti in diretta, ma che preferisce non commentare per non alimentare ulteriormente la polemica. Del resto, la premier sa bene che in questo momento i sondaggi la premiano e che le accuse di Conte, per quanto veementi, non sembrano scalfire più di tanto la sua popolarità.

La giornata si è conclusa con Fiorello che, prima di chiudere la trasmissione, ha lanciato un’ultima stoccata: “Ragazzi, se Conte vuole rispondere, lo aspetto qui… ma deve portare la pietra filosofale, altrimenti non lo faccio entrare!”. Risate generali, applausi, e un altro capitolo scritto nella saga infinita tra politica e intrattenimento.

In fondo, è questo il bello – e il brutto – della nostra democrazia mediatica: un attacco pesante può trasformarsi in una barzelletta in pochi minuti, e un comico può diventare l’arbitro involontario del dibattito pubblico. Conte attacca, Meloni resiste, ma è Fiorello a vincere la partita a colpi di ironia. E gli italiani, tra un sorriso e un like, continuano a guardare lo spettacolo.