“Pogačar domina con la forza, ma Van der Poel userà l’astuzia per sconfiggerlo!” è una frase che ha acceso il dibattito nel mondo del ciclismo dopo le recenti dichiarazioni di Vincenzo Nibali, rilasciate durante un incontro con la stampa specializzata in vista della Milano-Sanremo.
L’ex campione italiano ha analizzato la Classica di Primavera con il tono di chi conosce profondamente la corsa, sottolineando come la Milano-Sanremo non premi sempre il più potente, ma spesso chi sa interpretare meglio i momenti chiave del percorso.
Secondo Nibali, Tadej Pogačar rappresenta la forza pura del ciclismo moderno, capace di fare la differenza su quasi ogni terreno grazie a resistenza, esplosività e una mentalità sempre orientata all’attacco.
Tuttavia, l’ex vincitore del Tour de France ha ricordato che la Milano-Sanremo ha una logica tutta sua, costruita su attese, nervosismo e scelte tattiche che possono ribaltare anche i pronostici più solidi.
Nel suo intervento, Nibali ha evidenziato come Mathieu van der Poel incarni perfettamente questo tipo di lettura della corsa, grazie a esperienza, intelligenza tattica e capacità di scegliere il momento giusto per muoversi.
La differenza, secondo l’analisi, non sta solo nelle gambe, ma nella gestione delle energie lungo quasi trecento chilometri, dove ogni accelerazione superflua può avere conseguenze decisive nel finale.
La Milano-Sanremo è una corsa che si costruisce lentamente, ha spiegato Nibali, e richiede una concentrazione costante, perché anche un singolo errore di posizione può compromettere l’intera giornata.

Pogačar, negli ultimi anni, ha dimostrato di non temere iniziative da lontano, provando spesso ad anticipare gli avversari con attacchi coraggiosi e spettacolari, che hanno entusiasmato pubblico e appassionati.
Nibali ha però osservato che questo approccio, sebbene affascinante, può rivelarsi rischioso su un percorso come quello ligure, dove il gruppo raramente concede spazio senza una precisa convenienza tattica.
Van der Poel, al contrario, è noto per la sua capacità di restare nascosto nei momenti meno decisivi, conservando energie e osservando attentamente i movimenti degli avversari più attesi.
Questa abilità di lettura, secondo Nibali, rappresenta una risorsa fondamentale negli ultimi chilometri, soprattutto tra il Poggio e la discesa verso Sanremo, dove tutto può ancora succedere.
L’ex corridore siciliano ha sottolineato come il Poggio non sia una salita durissima, ma un punto nevralgico in cui il posizionamento e il tempismo contano quanto la potenza espressa sui pedali.
Negli anni, la storia della Milano-Sanremo ha dimostrato che anche i corridori più forti possono essere sorpresi, se non riescono a interpretare correttamente le dinamiche del finale.
Nibali ha ricordato alcune edizioni passate, vinte da atleti capaci di leggere la corsa con lucidità, sfruttando le esitazioni altrui piuttosto che imponendo la propria forza in modo diretto.
Nel confronto tra Pogačar e Van der Poel, l’italiano vede quindi due filosofie diverse, entrambe vincenti, ma con esiti differenti a seconda del contesto e delle scelte fatte in corsa.
Pogačar resta il favorito naturale per molti osservatori, grazie a una condizione atletica costante e a una squadra solida, in grado di supportarlo fino alle fasi decisive della gara.

Allo stesso tempo, Van der Poel può contare su un’esperienza specifica nelle classiche e su una capacità di sprint finale che, se ben gestita, può risultare determinante sul traguardo di Via Roma.
Nibali ha insistito sul fatto che la Milano-Sanremo non perdona l’eccessiva sicurezza, invitando i favoriti a mantenere sempre un margine di prudenza, anche quando le sensazioni sono ottime.
La corsa, secondo lui, è un equilibrio sottile tra pazienza e coraggio, dove scegliere quando rischiare è più importante che dimostrare continuamente la propria superiorità fisica.
Questa visione ha trovato consenso tra diversi analisti, che vedono nella Milano-Sanremo una delle poche classiche in cui il risultato resta aperto fino agli ultimi metri.
Il pubblico, intanto, attende con interesse il confronto tra due dei corridori più completi della loro generazione, entrambi capaci di interpretare la corsa in modi profondamente diversi.
Nibali ha chiarito che il suo non è un giudizio definitivo, ma un invito alla riflessione, soprattutto per chi considera la Milano-Sanremo una gara prevedibile.
Secondo l’ex campione, è proprio l’imprevedibilità a rendere questa corsa unica, capace di sorprendere anche i più esperti e di scrivere storie sempre nuove.
Nel caso di Pogačar, l’eventuale adattamento della strategia potrebbe rappresentare un passo ulteriore nella sua crescita come corridore da classiche monumento.

Per Van der Poel, invece, la sfida sarà mantenere la calma e non scoprirsi troppo presto, evitando di sprecare energie in momenti che non portano vantaggi concreti.
La presenza di altri corridori di alto livello aggiunge ulteriore complessità, rendendo difficile qualsiasi controllo totale della corsa da parte di una singola squadra.
Nibali ha concluso ricordando che la Milano-Sanremo non si vince solo con i numeri o con i dati, ma con sensibilità, istinto e capacità di adattarsi alle situazioni impreviste.
Questa combinazione di fattori rende la corsa ligure una prova affascinante, spesso decisa da dettagli che sfuggono alle analisi più rigide.
In vista della prossima edizione, le parole di Nibali contribuiscono ad alimentare un confronto tecnico e appassionato, senza certezze assolute sul risultato finale.
Gli appassionati attendono quindi una gara aperta, dove forza e astuzia si confronteranno su un palcoscenico storico, capace ancora una volta di raccontare una storia diversa da tutte le altre.
La Milano-Sanremo resta così una delle prove più complesse del calendario, dove vincere significa non solo essere forti, ma anche saper scegliere il momento giusto per esserlo.